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Leggere i dati del marketing senza perderti nei numeri

I report sono pieni di numeri che non vogliono dire niente. Like, impression, «copertura»: belli da vedere, inutili da spendere. Ti mostro le poche metriche che contano davvero — e come leggerle in cinque minuti.

di Lorenzo Matarazzo · Note & idee · giugno 2026 · 8 min

In breve
  • Like, impression e copertura sono metriche di vanità: belle ma non pagano lo stipendio.
  • Le metriche che contano: contatti, costo per contatto, tasso di conversione, clienti, ritorno sulla spesa.
  • Un numero da solo non dice nulla: serve un confronto (nel tempo, tra canali, contro l’obiettivo).
  • I dati servono per decidere, non per riempire un PDF.

«Il post ha fatto 5.000 visualizzazioni!» Bello. Quanti clienti ti ha portato? Silenzio. Questo è il problema dei dati nel marketing: la maggior parte dei numeri che ti mostrano serve a impressionarti, non a farti decidere. Ti insegno a leggere i pochi che contano, così smetti di essere ostaggio dei report e inizi a capire davvero se i tuoi soldi stanno lavorando.

Le metriche di vanità (belle e inutili)

Si chiamano così perché gonfiano l’ego ma non lo stomaco. Sono i numeri che fanno scena in un report ma non si traducono in fatturato:

  • Like e follower: non comprano. Un account con 10.000 follower e zero vendite vale meno di uno con 500 follower che generano richieste.
  • Impression e copertura: dicono quante volte sei apparso, non quanti hanno fatto qualcosa.
  • Visualizzazioni: belle per i video, ma un milione di view di curiosi non è un cliente.
  • Clic generici: contano poco se poi nessuno compila il modulo o ti scrive.

Attenzione: non sono inutili in assoluto — servono a capire la notorietà e l’andamento dei contenuti. Il problema è scambiarle per risultati.

I like non pagano lo stipendio. I clienti sì.

Le metriche che contano davvero

Queste sono le poche che dovresti guardare ogni mese. Sono quelle che legano la spesa al risultato:

  • Numero di contatti (lead): quante persone interessate ti hanno scritto, chiamato o compilato un modulo.
  • Costo per contatto: quanto ti è costato ottenere ciascun contatto. È il numero che ti dice se la pubblicità è sostenibile.
  • Tasso di conversione: quanti, tra chi visita o ti contatta, fanno il passo successivo (richiesta, acquisto). Misura quanto bene «chiudi».
  • Clienti acquisiti: il numero finale. Quanti contatti sono diventati clienti veri.
  • Ritorno sulla spesa (ROAS/ROI): per ogni euro speso, quanti ne sono tornati. La metrica regina.

Un numero da solo non dice niente

«Abbiamo avuto 30 contatti.» È tanto o poco? Non si può sapere senza un confronto. I dati parlano solo quando li metti in relazione:

  • Nel tempo: 30 contatti rispetto ai 18 del mese scorso = stai crescendo.
  • Tra canali: 30 da Google a 12€ l’uno e 30 da Meta a 4€ l’uno = sai dove spostare il budget.
  • Contro l’obiettivo: 30 contatti quando ne servivano 50 per riempire l’agenda = manca qualcosa.
5le metriche che bastano: contatti, costo/contatto, conversione, clienti, ROI
il costo per contatto: dice se la pubblicità è sostenibile
vsogni numero va confrontato: nel tempo, tra canali, contro l’obiettivo
5 minil tempo che basta per leggere un report, se sai cosa cercare

Senza tracciamento, niente dati

Tutto questo richiede un presupposto: che i dati esistano e siano affidabili. Senza un tracciamento corretto — conversioni configurate, strumenti come Google Analytics impostati bene, una definizione chiara di cosa conta come «contatto» — stai leggendo numeri a caso. Il tracciamento non è un dettaglio tecnico: è la base su cui poggia ogni decisione. Prima si misura bene, poi si legge.

I dati servono per decidere

Il punto di tutto questo non è avere report più belli, è prendere decisioni migliori: spostare budget dove rende, smettere ciò che non funziona, raddoppiare ciò che funziona. Un dato che non porta a una decisione è tempo perso. Nel mio metodo i numeri si leggono insieme, in modo che tu capisca cosa stanno dicendo e perché stiamo facendo una scelta. La parte di impostazione e tracciamento la cura LabSeven per l’analytics del sito e DoctorLead per le campagne; io traduco i numeri in decisioni e priorità. Se vuoi imparare a leggerli da solo, è uno dei temi che affronto nella formazione.

FAQ
Domande frequenti

Leggere i dati

Quali metriche del marketing contano davvero?

Numero di contatti, costo per contatto, tasso di conversione, clienti acquisiti e ritorno sulla spesa. Sono quelle che legano i soldi spesi ai risultati.

I like e le visualizzazioni non servono a niente?

Servono a capire notorietà e andamento dei contenuti, ma non sono risultati. L’errore è scambiare le metriche di vanità per fatturato.

Perché un numero da solo non basta?

Perché senza confronto non sai se è buono. Vanno letti nel tempo, tra canali e contro l’obiettivo. Solo così un dato diventa una decisione.

Cosa serve per avere dati affidabili?

Un tracciamento corretto: conversioni configurate, analytics impostato bene e una definizione chiara di cosa conta come contatto. Senza, leggi numeri a caso.

Devo saperli leggere da solo?

Aiuta molto. Io te li traduco in decisioni quando lavoriamo insieme, e ti insegno a leggerli in autonomia nella formazione. L’obiettivo è che tu capisca, non che ti fidi e basta.

Smetti di guardare i numeri sbagliati.

Una call gratuita per capire quali dati stai misurando e quali ti servono davvero per decidere.